Persio Dello Sbarba (PDS) è nato a Pisa il 20 giugno 1953. Nel 1979 ha conseguito il diploma di laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente quelli di specializzazione in Immunologia e Allergologia e di dottorato di ricerca in Patologia Sperimentale. Dal 1976 in poi, PDS ha condotto continuativamente studi a livello preclinico sul funzionamento dei sistemi immunitario ed ematopoietico. Negli ultimi 25 anni e fino al collocamento a riposo, ha coordinato progetti di ricerca nel campo dell'onco-ematologia sperimentale, in particolare sul controllo del compartimento staminale nella leucemia mieloide cronica.
Per quanto riguarda l'attività didattica, è stato professore di Patologia Generale presso l'Università degli Studi di Firenze.
Il percorso fotografico
PDS ha scattato la sua prima fotografia nel luglio 1958, poco prima di iniziare a frequentare la prima classe della scuola elementare. Ha acquisito il primo apparecchio fotografico completo di telemetro ed esposimetro nel 1963 e il primo apparecchio con obiettivi intercambiabili nel 1968. Da allora in poi, PDS ha prodotto immagini con tutti i tipi di pellicola 35mm, in bianco/nero e a colori, negativa o invertita.
Per quanto riguarda la presentazione del suo lavoro fotografico, PDS ha fino ad oggi organizzato un'unica mostra personale, dal titolo Suggestioni di Geometria (1996), basata su riprese di soggetti architettonici e su immagini caratterizzate prevalentemente da linee rette, angoli e poligoni.
Suggestioni di Geometria
Prima mostra personale — Inaugurazione: 20 giugno 1996
Serie La Grande Arche
Serie Star Wars (1992)
La tecnica
Dal 1999 in poi, il lavoro fotografico in bianco/nero di Persio Dello Sbarba si è basato prevalentemente sull'impiego della pellicola AGFA Scala 200/120, pellicola invertibile B/N con il 17% di argento in più rispetto alle altre pellicole e la possibilità di trattamento come negativa. La pellicola veniva utilizzata nei formati 56x70mm e 56x76mm, sviluppata come negativo, fino a che tale pellicola è stata prodotta.
Dal 2023 in poi, il lavoro si è spostato dalle tecniche analogiche all'impiego di supporti numerici, in particolare dei sensori Sigma Foveon X3 Quattro di formato 26,6x17,9 mm (APS-H) o Sony-Leica monocromatico di formato 24x36 mm (FF).